sabato 30 agosto 2014

Tirando le somme...

Beh, è passata una settimana! Una settimana particolare per entrambi, direi un ritorno pre-partenza. Sì, perché sia per me che per Marco è giunto il momento di ritornare ai nostri "doveri"; sono le ultime ore a Enna, la nostra cara, amata e maledettissima Enna, bella e "immobile" come sempre.
Adesso dopo aver metabolizzato questo viaggio, posso dirvi che è stata veramente un'esperienza unica, un uragano di sensazioni e di emozioni. Quando idealizzi per anni una cosa, non realizzi immediatamente quello che accade, fai le cose per come sai che devono essere fatte, perché hai immaginato per anni quei momenti e perché li hai programmati in quasi ogni particolare nei giorni precedenti; appena passa qualche giorno e rivedi foto e post pensi "finalmente ci siamo riusciti, siamo veramente stati lì". Provi una sensazione strana, felicità e soddisfazione miste a uno strano senso di smarrimento impossibile da spiegare a parole. 

Siamo persone coi piedi per terra -anche se dalle foto potrebbe non sembrare-, sappiamo che non abbiamo fatto nulla di grandioso o di complicato; un arrampicatore o un alpinista mediocre potrebbe tranquillamente definire "banale" tutto questo e non esiterei a dargli ragione se venisse a dirmi "ma tanto rumore per cosa?". 
Invece no! 
Se penso che poco più di due anni fa non sapevo neanche come si legasse la corda all'imbrago e che prima di questo viaggio avevamo passato di poco la lunghezza dei 100m di scalata, se penso che invece abbiamo affrontato vie da oltre 500m, fatto una via in alta montagna (con tutto quello che ne consegue), che ci sono stati interi tiri in "trad" lunghi 45m e avvicinamenti più duri delle vie da attaccare, se penso a tutto questo dico "CA**O ci siamo riusciti".

La cosa più bella è stata la vostra presenza attraverso il blog, in neanche due settimane abbiamo avuto quasi 2000 accessi (150 giornalieri in media, mentre eravamo in Valle). Ancor più bello è stato incontrare amici di qualsiasi etá che ci ringraziavano per aver raccontato quest'avventura. Stupendo e stranissimo! In fondo in fondo ci avete ringraziato e fatto i complimenti per essere andati in vacanza e avervi raccontato i nostri giorni di "relax" :D

Questo è comunque un arrivederci... Presto nuove avventure! 
Piccola anticipazione: Campanile di Val Montanaia

Dietro le quinte


Vette

Cena premio del campione (Palermo)

sabato 23 agosto 2014

Una "scalata" fuori porta!

Oggi (giovedì 21) è il penultimo giorno e abbiamo deciso di trascorrere una giornata in montagna assieme a dei nostri amici biellesi. Fatta la nostra rituale colazione e preparato tutto il materiale, ci mettiamo subito in macchina alla volta di Ronco Biellese (soprassediamo sul giro autostradale che abbiamo fatto per raggiungere il paesino Piemontese!); una volta arrivati troviamo Frankie e Valentina ad accoglierci e a illustrarci il loro progetto di scalata sul mitico Monte Mucrone, riferimento inconfondibile e caratteristico del biellese. Si valutano i tempi (visto il nostro costante ritardo! :-D), le condizioni meteo e si sceglie di salire verso il santuario di Oropa che si trova alla base del Mucrone, giunti lì però scopriamo quanto la saggezza popolare sia veritiera, poiché un antico detto biellese recita "quando il Mucrone ha il cappello o fa brutto o fa bello!" e nel nostro caso il cappello del Mucrone non portava di certo sole e caldo! 
Fatto un breve consulto, senza lasciarci turbare più di tanto dal tempo instabile, decidiamo di non scalare più la diretta al Mucrone (Via del canalino) perché troppo lunga (12 tiri) e impossibile da abbandonare con calate in doppia una volta iniziata, ma di scalare il fianco destro della montagna sulla Coda del Drago, via più corta  e dai gradi molto più modesti.
Dopo circa 30 minuti di avvicinamento, arriviamo alla base della via e con le nostre due cordate cominciamo a salire questo crestone roccioso che ci regala, in 5 tiri, una piacevole scalata "plasir" su risalti e facili placchette per poi chiudere sul pilastro centrale sotto un ampio tetto granitico, da cui abbiamo potuto ammirare tutta la vallata della bassa biellese. 
Terminata la via ed effettuate due calate in doppia abbiamo raggiunto il nostro secondo obiettivo della giornata: il birrificio artigianale Menabrea! 
Con sprezzante senso del pericolo e assoluto spirito di sacrificio ci facciamo strada tra portate di gustosa carne grigliata e ottimi boccali di birra artigianale....(quanti sacrifici in montagna!)
Dopo aver trascorso una magnifica serata e aver copiosamente riempito i nostri stomaci, abbiamo salutato e ringaziato i nostri cari amici biellesi e attraverso impervie stradine di campagna siamo ritornati ad Aosta.
Ps. Durante la strada del ritorno la nostra attenzione è stata catturata dalla silouette di una nera massa rocciosa e dall'invitante cartello "palestra di roccia Monte Strutto"....


Per strada un simpatico tettino defaticante


La Coda del Drago

Tutta la ciurma

Marco concatena due tiri per prendersi la vetta (ma manca un piccolo tiro col quale gli fregherò la cima)

Best "Friends"

giovedì 21 agosto 2014

Una cima per defaticare

Ieri abbiamo deciso di scaricare un po' delle fatiche accumulate nelle 24h distruttive che ci hanno visti impegnati sul massiccio del Bianco; quindi, dopo aver poltrito per una giornata, ci siamo dedicati a una via "di bassa" (come dicono quelli bravi). Ci dirigiamo verso la valle di Champorcher e precisamente nel ridente e caratteristico paesino di Courtil, dove, in base alle nostre minuziose ricerche, avevamo precedentemente individuato una via dai gradi molto semplici, ma decisamente suggestiva: uno spigolo di 200m che parte dentro un meraviglioso bosco e si slancia verso il cielo, chiamato appunto "Spigolo Verde". 
La giornata è surreale, una nebbia densa avvolge tutto in una dimensione onirica e allo stesso tempo tetra; becchiamo pure un passaggio dalla forestale che ci risparmia un pezzo di strada asfaltata ed eccoci all'attacco della via. Progrediamo molto velocemente godendoci questa scalata "plasir" fino alla sosta del terzo tiro, dove la mia macchina fotografica decide di farsi una trentina di metri sbattendo fra le rocce, la recuperiamo (miracolosamente funzionante) e proseguiamo spediti per altri tre tiri fra spigoli nebbiosi e stupendi traversi. Dopo 3h siamo in vetta, recuperiamo le corde e giù per il magnifico sentiero. 
Naturalmente come se non ci fosse bastato, poco prima della macchina, troviamo una falesia di monotiri, dove un 6b con dei passaggi in leggero strapiombo molto tecnici, attrae la nostra attenzione. Chiudiamo anche quello e dopo un tour nel meraviglioso borghetto torniamo a casa.
Oggi si va a trovare amici a Biella per una scalata sulle alpi Biellesi. 


Marco sistema sempre bene il suo zaino

Si parte


Pausa pranzo


La vetta

Si scende

Troviamo una falesia

Courtil

Lo Spigolo Verde